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Secondo l'ultimo report Luiss si voterà nel 2021 o nel 2023

Articolo di Barbara Tedaldi su Agi- Agenzia Italia, 03 ottobre 2019


Il futuro della politica in Italia si snoda verso due possibili scenari. L'analisi del report mensile Luiss di ottobre prospetta che l'esperienza del governo possa durare fino al 2020-2021, superato quello scoglio la legislatura potrebbe durare fino a scadenza naturale, nel 2023, cogliendo l'occasione di eleggere il prossimo presidente della Repubblica.

In una lunga analisi elaborata da Lorenzo Castellani e Davide Angelucci, il direttore della Luiss School of Government Giovanni Orsina spiega la centralità della politica italiana in questa fase per almeno tre motivi: "in Italia la crisi dell'establishment politico, ora evidente in molte democrazie avanzate, è iniziata un quarto di secolo fa. Questo significa che il paese è più avanti sulla strada del malessere democratico - è un laboratorio. In secondo luogo, l'Italia è il primo paese all'interno del nucleo storico della comunità europea che sarà governato da partiti anti-establishment. Terzo, la sua politica rappresenta la più grande minaccia alla stabilità, o forse persino all'esistenza della moneta comune europea".

 

Quanto durerà il governo? 

È la domanda che si fa il report mensile. "In questa fase è molto difficile prevedere la durata del governo. Esistono due scenari sul tavolo". Basandosi sui sondaggi, si nota una crescita del partito guidato da Matteo Renzi e un calo del M5s, se questo trend proseguisse "potremmo avere elezioni anticipate nel 2020 o 2021. Se ciò non accade, è possibile che il governo duri fino al 2023, sfruttando l'opportunità di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica".

Ovviamente ci sono alcune variabili fondamentali come "la politica europea e l'economia internazionale. Se a Bruxelles prevalesse 'una più o meno simile' strategia di politica economica e fiscale, la vita del governo diventerebbe più complicata. Lo spazio di manovra per attuare politiche di crescita e sociali sarebbero ridotte. In questo caso, i leader politici potrebbero preferire mettere fine all'esperimento e tornare al voto". Il motivo è semplice: "Un governo con una debole legittimità in balia della stagnazione economica potrebbe essere considerato dannoso per la credibilità della politica da parte dei partiti che lo supportano".