Il patto di sicurezza trilaterale tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito per il contenimento della Cina nell’Indo-Pacifico, così come l’attivismo di Londra per i vertici G7 e COP26, hanno riacceso la discussione sulla cosiddetta “Global Britain”. Con questa espressione, in particolare dopo il referendum sulla Brexit del giugno 2016, è stata indicata una nuova visione di politica estera del Regno Unito, allo stesso tempo marcatamente autonoma dal resto dell’Unione europea e maggiormente proiettata a incidere sullo scenario mondiale.
L'analisi di Domenico Maria Bruni